sabato 27 febbraio 2010

Caso Mills, altro attentato ai giudici. Mr. B: "Sono Talebani".


Altro duro attacco da parte di Mister B. nei confronti della magistratura. Questa volta il teatro delle gravi dichiarazioni (che stanno dando vita ad una ormai corpulenta cartella del Csm, che poi valuterà l'eventualità di aprire un fascicolo a tutela delle toghe) è stato il palco allestito a Torino in occasione della presentazione dell candidato del centrodestra per il Piemonte, il leghista Roberto Cota, che a detta del Premier ha un solo difetto: "Ha una moglie magistrato... Ma è una di quei magistrati perbene e spero aumentino sempre di più".

Questa 'battuta' è solo l'antipasto di un più sostanzioso attacco ai pm che si materializza quando gli viene chiesto un parere sul caso Mills, finito in prescrizione dopo la condanna a 4 anni e 6 mesi, che per fortuna sappiamo ancora distinguere dall'assoluzione. "E' un'invenzione pura, un assurdo, non c'è stata nessuna dazione da parte di un manager di Fininvest che tra l'altro è morto. Il male terribile dell'italia, la vera patologia, è la politicizzazione della magistratura, cioè l'uso politico della giustizia".
L'affondo poi si aggrava quando gli fanno domande sulla riforma della giustizia, rispondendo così: "La facciamo, la facciamo, adesso la facciamo. Non credo che piacerà molto ai talebani che sono all'interno della magistratura" e tacciando poi, con poca fantasia, gli stessi magistrati di essere comunisti: "Noi avevamo fatto questa legge (lodo Alfano) ma poi i giudici di sinistra l’hanno contestata. La corte costituzionale, che è una corte dove 11 giudici sono dell’area della sinistra, ha dato ascolto ai Pm e quindi la legge è stata abrogata. Oggi la democrazia è questa. Il popolo elegge il Parlamento, che approva una legge e poi finisce così. In Italia la sovranità non è del popolo ma dei Pm".

Indignata l'Associazione Nazionale Magistrati, che nella voce del segretario Giuseppe Cascini, commenta: "Ormai non si contano più le ingiurie. Noi invitiamo tutti a rispettare le decisioni dei tribunali italiani, si possono criticare le sentenze ma non è ammissibile continuare in questa escalation di insulti e aggressioni" ritenendo ancora più "inaccettabile" l'offesa proprio nel giorno in cui "un servitore dello Stato è stato ucciso in Afghanistan".

A dar man forte all'Anm ci ha pensato Mario Fresa, magistrato del Movimento della Giustizia che risponde alle dichiarazioni di B. (che nel pomeriggio in un secondo intervento non ha fatto dietro-front, ma ha proseguito l'attacco) in questo modo: "Nella magistratura non esistono bande di talebani, ma ci sono persone che compiono il proprio dovere anche a rischio della vita. Dichiarazioni di questo tipo discreditano la magistratura agli occhi dei cittadini, mentre le istituzioni devono sempre rispettarsi tra loro".

Riguardo al caso Mills si è esposto anche Angelino Alfano, ministro della Giustizia, definendo "legittima" la richiesta dell'avvocato del Premier e parlamentare del Pdl Niccolò Ghedini, di sospendere le udienze del processo Berlusconi in attesa che vengano depositate le motivazioni della sentenza della Cassazione sul caso Mills.

"Evidentemente Angelino Alfano si è dimesso da ministro della Giustizia per diventare praticante dell'avvocato Ghedini - dichiara il presidente dei senatori dell'Idv, Felice Belisario - Non si spiegherebbe, altrimenti, con quale ruolo Alfano possa affermare che è legittima la richiesta di sospensione delle udienze in attesa del deposito della sentenza Mills in Cassazione".
Replica anche da parte del segretario del PD, Bersani che dichiara che "la gente perbene confida nelle assoluzioni, non nelle prescrizioni" (sforzo abnorme quest'ultimo, chi l'avrebbe mai detto?)


Dopo l'ennesimo attacco ai magistrati, che indubbiamente non contribuisce a placare i già esasperati toni, cos'altro si può dire se non "Evviva il partito dell'amore"!!

Giovanardi: "Annozero sembrava fumeria d'oppio"


Ancora una pioggia di falso moralismo si abbatte sul nostro paese e questa volta a fare le veci dei nuvoloni grigi di un'inutile pioggerella il giorno di ferragosto è il sottosegretario Carlo Giovanardi, responsabile del Dipartimento nazionale antidroga, che denuncia la "scandalosa" puntata di Annozero di giovedì sera.
Lo ha fatto tramite una lettera al presidente della Commissione di vigilanza della Rai dicendo che: "Una tv di Stato ha fatto la propaganda alla droga, sembrava una specie di fumeria d'oppio", attaccando poi direttamente anche il conduttore Michele Santoro, reo di non aver invitato in trasmissione uno specialista in materia (permettetemi l'ironia, ma io uno più esperto di Morgan farei fatica a trovarlo!).
Giovanardi ha poi proseguito dicendo che: "Mentre i Sert e le comunità sono impegnate nel recupero di 150 mila ragazzi, una tv di stato fa disinformazione ed inneggia alla droga".

Estremamente critico nei confronti di Santoro è stato anche Antonio Marziale, presidente dell'Osservatorio sui diritti dei minori: "In prima serata, in fascia protetta, e dunque esposta alla visione dei minori, l'idea di Michele Santoro sarebbe potuta essere importante e costruttiva, se la discussione non si fosse impantanata in sofismi e filosofie di stampo assolutorio".

Ovviamente le critiche sono come le ciliegie, una tira l'altra, e della situazione ha parlato anche l'Aiart, l'associazione dei telespettatori cattolici: "Riportare Morgan in tv ci è sembrato superfluo, probabilmente ha ottenuto più popolarità in questo modo che con le sue canzoni".
Qui la critica è stata indirizzata più verso il personaggio Morgan che nel corso della trasmissione ha ricevuto una telefonata di solidarietà da parte di Adriano Celentano che si dice “sorpreso dalla esclusione dal festival di Sanremo, dato che dopo aver appreso la notizia pensava si procedesse direttamente alla fucilazione”.

Per fortuna non si sono fatte attendere le reazioni politiche, su tutte quella di Massimo Donadi, presidente dei deputati dell'Idv che dichiara senza mezzi termini: "Giovanardi non perde occasione per tacere e le spara sempre più grosse, dicendo un mare di sciocchezze. L'attacco ad Annozero è strumentale ed ingiustificato e dimostra ancora una volta che sulle droghe il governo fa solo demagogia."
Sulla stessa lunghezza d'onda il coordinatore della segreteria del Pdci, Alessandro Pignatiello: "Chi grida allo scandalo fa solo ipocrisia. Solo l'ipocrisia e l'ignoranza di una certa destra ultraproibizionista, Giovanardi in primis, può muovere crociate da Medioevo. Con le sue leggi fuori dal mondo, Giovanardi è stato capace solo di criminalizzare certe generazioni di italiani, senza combattere la criminalità organizzata e il narcotraffico".

In sincerità, stigmatizzare in tal modo quella che in fondo è stata una discussione in un programma televisivo, sembra davvero poco costruttivo, oltre ad essere un’offesa all’intelligenza degli adolescenti o dei giovani in generale che senza ombra di dubbio non incappano nell’errore della droga solo perché hanno guardato la puntata di Annozero con Morgan. Invece che buttarsi sempre a capofitto nella demagogia, rimbalzandosi la patata bollente, sarebbe meglio avvicinarsi al mondo dei giovani e cercare limitare al minimo possibile le situazioni che possono spingere ad entrare nella tossicodipendenza, in primis contrastando severamente il narcotraffico.