
Da qualche giorno ormai tiene banco nel mondo della politica italiana lo strano comportamento di D'Alema che, in quella ormai famosa intervista al Corriere, distrugge in poche colonne i princìpi fondamentali della Costituzione.
Ma come? Dinanzi alla problematica che la leggina "salva-Silvio" rimetterebbe in circolazione migliaia di altri delinquenti, la soluzione più intelligente che viene in mente ad uno degli esponenti principali del PD, che sarebbe la pseudo-opposizione, è quella di fare una leggina ad personam ad esclusivo uso e consumo di Belrusconi? Lo sforzo più grande che uno può fare per evitare una porcheria è di fare una doppia porcheria? Ma davvero non si riesce a fare le cose in modo "normale" in questo Paese? Ho un processo a carico, mi faccio processare come tutti i cittadini ed accetto la sentenza qualunque essa sia. Invece no. Lampo di genio! D'Alema propone l'inciucio!
Forse sarebbe più corretto dire che D'Alema ri-propone l'inciucio, ebbene sì.
Infatti dicesi che nel 1995 in una cena a casa di Gianni Letta, Massimo D'Alema (allora a capo dei Democratici di Sinistra) stipulò il cosiddetto "patto della crostata" con mister B. (denominato in tal modo per il dolce preparato dall signora Letta) dove si impegnava a non far andare in porto la legge sulla regolamentazione delle frequenze televisive, evitando quindi al gruppo Mediaset di dover vendere una delle tre reti detenute, gruppo che era anche in procinto di entrare in Borsa.
E' comunque una versione non documentata e che D'Alema si affrettò a smentire etichettando la storia come un puro "inciucio", che pur significando testualmente "chiacchiera,pettegolezzo", viene usato ancora per indicare accordi sottobanco tra fazioni opposte.
Inutile dire che le sue dichiarazioni (volutamente provocatorie?) hanno suscitato parecchio movimento all'interno del partito. Altrettanto inutile dire che tra i più agguerriti c'è Di Pietro che, almeno lui, come sempre non manca di magistrale coerenza.
Ma se D'Alema è "contestato" all'interno del PD per le sue dichiarazioni, non se la passa di certo meglio Gianfranco Fini che invece è autore di contestazioni al suo partito. Eh si, povero Gianfranco, dopo aver co-fondato il Pdl con l'amico Silvio, si ritrova ora a vivere una situazione da separato in casa ma non per colpa del Premier, specifichiamolo. Cicchitto è stato uno dei primi ad esasperare Fini che ha definito "incendiarie" le dichiarazioni di quest'ultimo riguardo alla trovata di identificare i "mandanti morali" dell'attentato a Berlusconi in Marco Travaglio, Santoro e soci... L'impressione che si ha è che Fini si trovi disorientato dalla pochezza di chi lo circonda e che forse ritiene non sulla sua stessa lunghezza d'onda da qualche tempo.
Lo scenario che si prospetta per il futuro politico italiano non è decisamente dei più rosei e gli sviluppi di queste spaccature, non solo tra maggioranza ed opposizione, ma anche all'interno delle fazioni stesse, non saranno sicuramente positivi per nessuno e come sempre il popolo sarà il primo ad uscirne con le ossa rotte, semprè più illuso dalle poesie decantate in campagna elettorale.
Propongo in conclusione un volutamente provocatorio quesito: e se per dar maggiore coerenza alle proprie esternazioni i due separati in casa proponessero uno scambio di coppia?

I miei complimenti "informa-libera" per la stesura dell'articolo ...
RispondiEliminaPurtroppo lo scenario politico in cui siamo stati impropriamente inseriti da spettatori poco partecipativi da ormai molti anni,specie in questi ultimi,è devastante per la nostra società e per gli interessi pubblici di essa. D'Alema e Fini,come lei ben cita,rappresentano perfettamente in tale "teatro",l'attivo ruolo dei "protagonisti secondari". Poveri noi cittadini,delegittimati anche del ruolo di personaggi terziari...
Rispondo al quesito proposto,condividendo la sua mozione e suggerendo ai "separati in casa" di provvedere agli incartamenti per il divorzio ;).